Bandierine Tibetane 8 Simboli Buon Auspicio

, , , ,

ID prodotto: 3284 Categorie: , , , ,

Bandierine Tibetane 8 Simboli Buon Auspicio

Bandierine Tibetane tradizionali, per uso votivo e meditativo. Decorate con i classici 8 simboli Tibetani di Buon Auspicio.

Disponibili in due taglie: SMALL e LARGE

Le bandiere di preghiera tibetane

Le bandiere di preghiera tibetane (Tibetano: lung-ta, Wylie Wylie: rlung-rta) sono delle piccole bandierine di stoffa colorata, che vengono spesso appese sulla cima delle montagne o sugli alti picchi dell’Himalaya per benedire i luoghi nei dintorni o anche per altri motivi. Si crede che le bandiere di preghiera siano nate con la bön, antica religione tibetana precedente al buddhismo. Nella religione bön lo sciamano Bonpo utilizzava i colori primari per le bandierine, allo scopo di onorare le cerimonie in Nepal.

Tradizionalmente le bandiere di preghiera sono legate in set da cinque, ognuna di un colore diverso. I cinque colori sono sistemati da sinistra a destra in uno specifico ordine: blu, bianco, rosso, verde e giallo. I cinque colori rappresentano i cinque elementi e le “Cinque pure luci”. Diversi elementi sono associati con i diversi colori, scopi e sadhana.

  • il blu simboleggia il cielo e lo spazio;
  • il bianco simboleggia l’aria e il vento;
  • il rosso simboleggia il fuoco;
  • il verde simboleggia l’acqua;
  • il giallo simboleggia la terra.

Secondo la medicina tradizionale tibetana, salute e benessere sono il frutto del bilanciamento dei cinque elementi.

Tradizionalmente le bandiere di preghiera sono usate per promuovere la pace, la compassione, la forza e la saggezza. Le bandiere non contengono preghiere per gli dèi. I tibetani credono piuttosto che i mantra vengano sparsi dal vento, e le buone intenzioni e la compassione pervada lo spazio intorno. Di conseguenza si crede che le bandiere di preghiera portino beneficio a tutti. Appendendo una bandiera in un luogo alto, si porta la benedizione dipinta sulla bandiera a tutti gli esseri. Quando il vento passa sulla superficie delle bandiere, le quali sono sensibili ad ogni cambiamento e movimento del vento, l’aria si purifica e viene resa sacra dai mantra. Le preghiere sulle bandiere diventano parte permanente dell’universo, mentre l’immagine sbiadisce a causa dell’esposizione agli elementi. Proprio come la vita va avanti e viene rimpiazzata da nuova vita, i tibetani rinnovano le loro speranze per il mondo continuando ad appendere nuove bandiere di fianco a quelle vecchie. Questo atto simboleggia il fatto di dare il benvenuto ai cambiamenti della vita e il riconoscimento che ogni essere è parte di una circolo più grande. I simboli e i mantra sulle bandiere sono sacri, dovrebbero essere trattati con rispetto. Esse non dovrebbero essere mai poggiate sul pavimento o usate come vestiario. Le bandiere vecchie dovrebbero essere bruciate.

Aṣṭamaṃgala  gli Otto Simboli di Buon Auspicio

Dal sanscrito aṣṭa, otto e maṃgala, di buon auspicio, è un insieme di simboli del Buddhismo indiano, diffusi anche in Tibet

Gli aṣṭamaṃgala traggono la loro origine dal mondo culturale indiano dove gruppi di oggetti simbolici venivano associati alla figura del sovrano e alla sua regalità. Nel Buddhismo sono associati a diverse qualità e princìpi.

Questi sono:

  1. conchiglia: la conchiglia bianca con spirale in senso antiorario (sanscrito: Śaṅkha; Tibetano: དུང་གྱས་འཀྱིལ dung gyas ‘kyil) nasce in ambito indiano come attributo di Vishnu. Nel buddhismo rappresenta, intendendola per le sue virtù sonore se usata come strumento a fiato, la melodia pervasiva del Dharma di Buddha, che sa adattarsi alle capacità ricettive di ciascun essere
  2. nodo infinito: il nodo infinito (sanscrito: Śrīvatsa; Tibetan: Dpal be’u) rappresenta l’intreccio insolubile della Saggezza e della Compassione, e della Śūnyatā) con la Pratītya-samutpāda
  3. coppia di pesci: i due pesci (sanscrito: Gaur-matsya; Tibetano: gser nya) rappresentano la mancanza di paura, la capacità di sapersi muovere nell’oceano di sofferenza (duḥkha) del Saṃsāra, consci della via che conduce alla salvezza, mokṣa
  4. loto: il loto (sanscrito: padma, tibetano: ka dag) rappresenta la purezza originaria, per la sua capacità di fiorire in acquitrini melmosi senza aver traccia di impurità sui suoi petali. Le rappresentazioni iconografiche del Buddha e dei Bodhisattva sono quasi sempre assise su fiori di loto aperti
  5. parasole: il parasole (sanscrito: Chhatra, tibetano: gdugs) ha la funzione di baldacchino: viene utilizzato nelle processioni cerimoniali per proteggere dagli agenti atmosferici quanto viene portato di più sacro. Rappresenta quindi la capacità di protezione che si ottiene prendendo rifugio nel Triratna
  6. vaso: il vaso ha molteplici significati: come vaso per l’acqua (sanscrito: kumbha) è uno dei pochi beni di cui un monaco buddhista possa avere possesso personale; inteso come vaso del tesoro (tibetano: bum.pa) in India era simbolo di longevità, salute, ricchezza; come simbolo della Śūnyatā è utilizzato per le iniziazioni nel Buddhismo Vajrayana.
  7. ruota del Dharma: vedi la voce Dharmacakra
  8. bandiera della vittoria: la bandiera della vittoria (sanscrito: dhvaja; tibetano: rgyal-msthan) in ambito induista rappresenta Kamadeva, ragion per cui nel buddhismo diventa simbolo della vittoria su Māra, sulle illusioni. Un tempo utilizzata in India come bandiera militare attualmente è diffusa sui tetti dei monasteri del Tibet.