Un mondo in Macro 11 aprile 2017 – Posted in: Interviste

“I nostri primi 30 anni di Macro” – Intervista a Giorgio Gustavo Rosso e Anna Dharma Santoro

di Giuditta Pellegrini, Liv Sahej Kaur

Una casa editrice e un portale per la vendita online, una collana e un centro dedicati allo yoga, una rivista e infine una fattoria per apprendere la vita dell’autosufficienza. La casa editrice Macro è tutto questo e molto di più, mettendo in pratica quella visione olistica che i suoi libri da tempo divulgano. Giorgio Gustavo Rosso, fondatore della storica azienda che quest’anno compie trent’anni e la sua compagna Dharma Kaur, insegnante di Yoga Kundalini come insegnato da Yogi Bhajan e responsabile della collana dedicata allo yoga si raccontano in un’intervista.

giorgio-rossoGiorgio Gustavo Rosso:
Giorgio, come è iniziata questa avventura nel mondo dell’editoria?

Io sono un post sessantottino, all’epoca avevo vent’anni e vivevo a Genova. Uno degli ideali di quel periodo era quello di portare la cultura alle masse: questa mission mi risuonava e nel ’76 ho aperto una libreria in un quartiere periferico di Genova. Nonostante l’esperienza si sia rivelata fallimentare, come ligure devo avere una vena imprenditrice, perché ho capito abbastanza presto che i lettori non sarebbero venuti a comprare i libri in questo posto piuttosto brutto e sperduto, ma che ero io che dovevo andare a cercarli. Quindi ho iniziato a mettere i libri in alcuni spacci aziendali che all’epoca erano negli uffici pubblici dei vigili urbani, dell’Enel e di quella che allora si chiamava SIP. Nel giro di 2 o 3 anni la cooperativa che avevo fondato distribuiva i libri nelle cooperative del nord Italia.

Nell’80 ho litigato con la mia prima e unica moglie e con i miei soci e mi sono trasferito a Firenze dove mi hanno suggerito di partecipare alla fondazione di un centro macrobiotico: io avevo già iniziato ad alimentarmi secondo quella dieta traendone grandi benefici. Così nell’87 ho fondato la casa editrice Macro (che deve il nome proprio a quell’esperienza), perché alla volontà di divulgare si era unito il desiderio di condividere le pratiche benefiche che sperimentavo. In quel periodo avevo una nuova compagna, Ivana Iovino, che ha avuto un ruolo chiave nella selezione dei libri che distribuivamo. All’inizio ci occupavamo prevalentemente di alimentazione e salute e poi anche di quello che in America viene definito come body, mind and spirit (corpo, mente e spirito N.d.r).

Prima facevamo solo la distribuzione dei libri, poi abbiamo iniziato anche a pubblicare, per esempio testi che non erano mai stati tradotti in italiano e quindi ho cominciato quasi casualmente a fare l’editore.
Nel frattempo mi ero trasferito in Umbria, vicino a Città di castello, che all’epoca era rinomata per le numerose tipografie e lì ho appreso la parte artigianale dell’editoria. Poi dal ’91 sono venuto a vivere in Romagna, a Cesena, un luogo che si è rivelato tanto inaspettato quanto accogliente e dove la casa editrice ha assunto la sua attuale conformazione. Oggi, anche se alimentazione e salute continuano ad essere temi a me molto cari, trattiamo tantissimi argomenti, dall’ecologia a quelle che noi chiamiamo verità nascoste: tutto ciò che può aiutare a vivere meglio.

Quindi in questi anni c’è stata un evoluzione della casa editrice?

Si, molto forte. Siamo partiti in 9, con amici che hanno accettato di aiutarmi in questa mia missione attraverso la cooperativa, e oggi siamo in 800 soci, di cui circa la metà hanno anche sottoscritto il libretto di risparmio, che è quello che ci da una forte indipendenza.

Quali sono le particolarità che contraddistinguono la gestione della vostra azienda?

Intanto non è un’azienda strutturalmente gerarchica, anche se c’è ovviamente una divisione dei compiti. Inoltre il percorso amministrativo è quello di aver scelto fin dall’inizio di realizzare una cooperativa, per diversi motivi sempre legati all’idealismo dell’epoca.
La cooperativa ha come caratteristica quella di chiedere ai soci di investire nell’azienda per consentirle di svolgere le attività, attraverso il meccanismo del risparmio sociale.
I soci sono dunque parte fondante del percorso e, oltre ad avere un piccolo interesse sul risparmio che versano, sono coinvolti nelle attività attraverso le assemblee e la news letter.

Quest’anno a luglio festeggerete i trent’anni dalla nascita della casa editrice: ci puoi dire come è cambiato in questo lasso di tempo l’interesse verso i temi che trattate?

Trent’anni fa eravamo come marziani: il biologico era diffuso solo in una piccola nicchia, come anche le terapie alternative e le pratiche di benessere. Negli ultimi anni invece l’interesse verso questi temi è esploso. Mentre all’inizio avevamo pochi lettori, via via sono aumentati, ma noi eravamo sempre in una situazione di privilegio, perché gli editori che pubblicavano questo tipo di argomenti erano pochi, mentre oggi lo fanno quasi tutti, anche quelli più grandi. Quindi ci stiamo chiedendo quale sia la nostra mission futura, in un panorama in continua trasformazione, con immense quantità di informazioni fornite da internet. E’ una bella sfida, che ci ha portati negli ultimi anni a fare il passaggio dal pubblicare solamente al realizzare anche delle cose concrete. Abbiamo aperto uno spaccio di alimenti naturali, libri ed erboristeria di fronte al magazzino del portale per la vendita online Macrolibrarsi. Stiamo per inaugurare la Fattoria dell’autosufficienza: una proprietà sull’appenino romagnolo, sopra a Bagni di Romagna, che mio figlio Francesco ha ristrutturato, dove si potrà apprendere tutto ciò che può servire per vivere in campagna o in collina in maniera autosufficiente e che da quest’anno inizierà a funzionare anche per l’ospitalità.

E poi è arrivato anche il centro yoga.
Sei anni fa io ho iniziato a frequentare le lezioni di Kundalini Yoga di Dharma Kaur. Io avevo praticato yoga qualche volta sporadicamente, ma questo tipo di yoga mi è piaciuto subito perché è molto vario, c’è un ottimo equilibrio fra yin e yan, con un’alternanza di impegno fisico e momenti di meditazione, e movimenti che non si direbbero attribuibili allo yoga ma che poi si dimostrano di una saggezza millenaria. C’è la danza, il canto, i mantra.
Mi è piaciuta molto questa tecnica, è una pratica piacevole che ti rivitalizza e ti rinforza, anche se credo che ogni tradizione abbia le cose giuste per te al momento giusto.
Inoltre Io e Dharma Kaur ci siamo innamorati e fidanzati e da li è nata la volontà di pubblicare dei libri di yoga. Così nel 2013 abbiamo creato la collana Le vie del Dharma e due anni fa, nella vecchia sede di Macrolibrarsi, il centro yoga.

Insomma, proprio come ci insegna lo yoga, tutto è unificato e trova una sua collocazione nell’Uno…
Assolutamente, uno dei punti chiave della Macro è l’olismo, per cui cerchiamo sempre di vivere in coerenza con i valori che diffondiamo.

Dharma KaurDharma Kaur (Anna Santoro):
Dharma, ci racconti come è nata la tua esperienza nella casa editrice Macro?

Diciamo che galeotto è stato proprio lo yoga. Io insegnavo a Rimini e Giorgio Gustavo è venuto a lezione da me con una sua collaboratrice. Lui non conosceva lo Yoga Kundalini e io non conoscevo Macro Edizioni. Dopo due intensivi sul respiro lui mi ha invitato a insegnare in azienda. Io ho accettato perché avevo già insegnato nella vecchia azienda per cui lavoravo ed era un’esperienza che mi interessava ripetere. Poi fra noi è scoccato l’amore, e la scintilla di questo amore ha aperto lo spazio per un mio contributo ad un progetto che la casa editoriale e soprattutto lui ha voluto far partire, e cioè una collana dedicata allo yoga. Io amo follemente i libri, leggo da quando ero bambina, sono una delle mie passioni. La mia partecipazione al progetto è cresciuta piano piano, prima chiedendomi cosa pensavo dei libri che volevano distribuire e poi è nata la volontà di pubblicare i testi del Kundalini Yoga. Il primo è stato quello di Shiv Charan Singh sulla numerologia (1), come omaggio verso il mio maestro. Poi abbiamo ristampato uno dei primissimi libri in italiano: Kundalini Yoga di Satya Singh, su cui abbiamo fatto un grande lavoro di scansione e di recupero dei testi. Si tratta infatti di un libro vecchissimo e ristamparlo è stato anche un po’ rendere omaggio alla storia del Kundalini Yoga. Ora sono in uscita altri testi fondamentali per la nostra tradizione come Praana, Praanee, Pranayam (2), su cui abbiamo lavorato tre anni e che sarà disponibile da maggio e Sadhana Guidelines (3). Io seguo un po’ tutto, anche perché sto abbracciando la filosofia dell’azienda, che è quella di cercare di divulgare i contenuti che aiutano le persone nel loro processo di consapevolezza in un linguaggio accessibile. Quindi quando affronto i manuali lo faccio sempre con questo intento. Come è successo per quello di Lothar-Rudiger (4), per esempio, che è stato totalmente revisionato, abbiamo rintracciato tutte le sequenze, le abbiamo controllate passo per passo, integrando i disegni dove non c’erano.

Quindi tu credi che gli insegnamenti vadano divulgati?

Si, il nostro intento è quello di servire la Sangat (5) del Kundalini Yoga, ma anche di andare oltre essa, per diffondere gli insegnamenti di Yogi Bhajan e Macro sta portando un importante contributo in questo. Giorgio Gustavo è molto fermo sul fatto che il costo non deve superare determinate cifre, perché i libri devono essere accessibili. Inoltre veicoliamo questi contenuti anche attraverso il sito e la rivista Viviconsapevole.
Le vie del Dharma è un progetto vasto, ed è stato chiamato così non solo per la spinta del mio nome spirituale, ma anche perché esprime il desiderio di provare ad essere oltre, ad accogliere le varie tradizioni dello yoga, nonostante io mi senta assolutamente figlia dello Yoga Kundalini.

Come è stato il tuo incontro con lo Yoga Kundalini?

Io ho conosciuto Shiv Charan nel 2000, in un momento di grande cambiamento nella mia vita: non avevo mai fatto yoga e mi sono sentita subito a casa mia. Poi è nata in me la volontà di fare la formazione per gli insegnanti, ho preso la certificazione nel 2006 e mai come in quel momento avevo chiaro cosa volevo fare. Ho dichiarato al mondo che volevo vivere dello yoga, e lo faccio ormai da diversi anni. Lo yoga è diventato la mia vita, a tutti questi livelli che stiamo raccontando, dove insegnare è anche scrivere un articolo per la rivista o per il sito o la pubblicazione di un libro. Io sento che il mio essere insegnante continua, si espande: non è solo sedermi sul tappetino. La radice che mi permette di sostenere tutta questa espansione è il grande legame d’amore e di fede assoluta che ho con gli insegnamenti: non c’è niente nella tecnologia del Kundalini Yoga che io abbia mai messo in discussione dentro di me; è la prima volta nella mia vita che mi arrendo totalmente a qualcosa.
Sedermi ad insegnare tutte le settimane mi tiene radicata in questo, ed è solo il mio essere insegnante che può sostenere tutto il resto.

NOTE:

(1) Shiv Charan Singh, Lasciati guidare dai numeri, la scienza spirituale della numerologia, Bis edizioni, Le vie del Dharma, Cesena 2013.

(2) Yogi Bhajan, Praana, Praanee, Pranayam: exploring the breath technology of Kundalini Yoga as taught by Yogi Bhajan.

(3) Sadhana Guidelines, based on the teachings of Yogi Bhajan, Kundalini Research Institue, 1996.

(4) Lothar-Rudiger Luetge, Il risveglio della Kundalini, Bis edizioni, Le vie del Dharma, Cesena, 2013.

(5) Sangat: il gruppo, la comunità spirituale.